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Questo blog è human made

In questo momento, questo blog esiste solo per il mio piacere di scrivere e condividere contenuti. Non è una fonte di guadagno, non è un progetto commerciale. Si tratta di uno spazio per dare libero sfogo a una mia “passione”, scrivere. Quindi lo scrivo io.

Sta frenesia per l’IA devo dire, la tollero sempre meno. Certo è uno strumento fenomenale. Io sono un “fan” di Star Trek e degli Avengers e avere una voce che mi risponde tipo Jarvis mi fa sballare. Però stiamo, come al solito, esagerando.

Non voglio entrare nella polemica del consumo energetico, della violazione della proprietà intellettuale né nelle paranoiche previsioni per cui smetteremo di pensare.

Stiamo esagerando perchè, oggi, grazie all’IA vengono creati più contenuti di quanti possiamo mai fruire. I motori di ricerca, la nostra fonte di informazioni, erano ben oliati. Si basavano sul SEO, ossia sulla capacità dei content creator di piacere ai motori di ricerca, di essere appetibili. Il punto era creare contenuti con determinate caratteristiche, che permettessero agli algoritmi di indicizzazione di capire quando affine era il contenuto con la ricerca fatta dall’utente. Oggi l’utente non usa più i motori di ricerca. Usa l’IA. Il fruitore dei nostri contenuti è l’intelligenza artificiale, che li analizza, li usa, li manipola per rispondere all’utente.

La persona non accede più (o quasi) all’articolo, al video, alla foto. Se le fa raccontare dall’IA. Il vero fruitore del contenuto è un intelligenza, non davvero intelligente, che simula il discorso umano.

Quindi quelli come me cosa possono fare?

Tempo fa parlavo di questo argomento con mia sorella. Le dissi che sarebbe accaduto quello che è successo a Camdem Town. In passato Camdem era una zona underground, con il passare del tempo è diventata molto commerciale. L’ultima volta che sono stato a Londra, il modo che le bancarelle di Camdem avevano per dare valore ai propri prodotti era dirti che erano “hand made”. Fatti a mano. Era un modo per distinguere la loro merce da quello che è prodotto in serie.

Se è hand made è speciale, non ha la perfezione della macchina da produzione industriale e quindi è unico.

Allo stesso modo, dissi a mia sorella, in virtù di fratello maggiore e offrendo una vera e propria profezia, che a un certo punto, sul web, sarebbe apparso un marchio “human made”. Una sorta di bollino di qualità, per dimostrare che il contenuto, il testo, la foto, il video, è realizzato dall’essere umano senza impiego dell’IA.

Quel bollino in parte già esiste, anche perchè oggi la stragrande maggioranza dei contenuti creati con l’IA è distinguibile da quelli creati dall’essere umano. In futuro, non troppo lontano, il bollino verrà in qualche modo certificato. Avremo così la certezza che avremo davanti un contenuto autentico e non frutto di un elaborazione informatica.

Uso l’IA, non ho un opinione negativa al riguardo e non sono uno degli integralisti che la abolirebbero. Attualmente sembra stia dando ottimi risultati in campo medico e nella ricerca scientifica.

A questo punto voglio mettere in chiaro una cosa. Questo blog è human made. Lo scrivo io, personalmente. Uso l’IA per le ricerche, per trovare articoli o contenuti che trovate linkati nei miei post ma tutto il testo è mio. Non uso l’IA per scrivere i post, non la uso per revisionarle (esiste una persona, Matteo, che revisiona quello che scrivo), non la uso per sistemare la punteggiatura (infatti è a casaccio), non la uso per farmi dare le idee, né per elaborare i titoli. Tutto quello che trovate su Leggitralerighe è fatto da esseri umani. Così è e prometto che sarà.